• Cesare Della Pietà

TRACCE, riconoscere gli animali dai loro segni

Updated: Jun 6


Siamo usciti per un’escursione, per goderci una giornata immersi in un ambiente naturale e, ovviamente, con la speranza di vedere qualche animale.

Ci siamo allontanati dalle strade e dalle case, ora siamo nel cuore di un bosco. Quinte di tronchi, cespugli, penombra e silenzio. Lo scenario è quello giusto. Ma dove sono gli attori? Qualche volo affrettato, un lontano richiamo di allarme, magari un movimento furtivo appena intravisto con l’angolo dell’occhio...

Tutto qui?

Il fatto è che per molti animali la figura umana è sinonimo di pericolo; se appena possono, dunque, essi evitano con cura l’incontro, affrettandosi ad allontanarsi

o a nascondersi non appena percepiscono la nostra presenza. Molti poi, e in particolare i mammiferi, sono attivi soprattutto di notte; altri sono molto piccoli

e sfuggono al nostro sguardo, a meno che non li facciamo oggetto di una deliberata attenzione. Così, di tutto il complesso intreccio di vite che popolano un luogo, spesso noi riusciamo a cogliere solo una piccolissima parte.

Ma c’è vita tutto intorno, anche se non la vediamo; c’è vita, e lascia dietro di sé molti segni. Può essere un’orma sul sentiero fangoso, una pigna rosicchiata, un ciuffo di penne strappate, un nido vuoto tra i rami spogli, o anche una piccola alterazione nell’aspetto di una foglia che ci rivela qualcosa della vita segreta degli insetti.


Questi segni sono indizi preziosi, che possono aiutarci a ripopolare quegli scenari apparentemente spogli, rivelando i movimenti, le attività quotidiane, i conflitti

e a volte anche le inevitabili tragedie che hanno coinvolto gli abitanti di quel luogo.

Per trovarli e riconoscerli, come per ogni buon investigatore, avremo bisogno di molta attenzione, pazienza, capacità di osservazione.

E di una minima attrezzatura, che verrà utile se, come capita, non riusciremo a identificare un segno già sul campo. Taccuino e matita per le annotazioni;

un righello (potrà bastare un decimetro) per prendere le misure; una macchina fotografica, o il telefono cellulare, per fissare l’immagine; guanti (quelli trasparenti

in polietilene) nell’eventualità di manipolare alcuni reperti e qualche contenitore se volessimo raccoglierli (per esempio gusci di nocciole, pigne, penne, gusci d’uovo…). Ora siamo pronti a iniziare. In questo libro vedremo dunque dove cercare, che cosa guardare, come interpretare ciò che vediamo.








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