• Cesare Della Pietà

TRACCE, riconoscere gli animali dai loro segni


Siamo usciti per un’escursione, per goderci una giornata immersi in un ambiente naturale e, ovviamente, con la speranza di vedere qualche animale.

Ci siamo allontanati dalle strade e dalle case, ora siamo nel cuore di un bosco. Quinte di tronchi, cespugli, penombra e silenzio. Lo scenario è quello giusto. Ma dove sono gli attori? Qualche volo affrettato, un lontano richiamo di allarme, magari un movimento furtivo appena intravisto con l’angolo dell’occhio...

Tutto qui?

Il fatto è che per molti animali la figura umana è sinonimo di pericolo; se appena possono, dunque, essi evitano con cura l’incontro, affrettandosi ad allontanarsi

o a nascondersi non appena percepiscono la nostra presenza. Molti poi, e in particolare i mammiferi, sono attivi soprattutto di notte; altri sono molto piccoli

e sfuggono al nostro sguardo, a meno che non li facciamo oggetto di una deliberata attenzione. Così, di tutto il complesso intreccio di vite che popolano un luogo, spesso noi riusciamo a cogliere solo una piccolissima parte.

Ma c’è vita tutto intorno, anche se non la vediamo; c’è vita, e lascia dietro di sé molti segni. Può essere un’orma sul sentiero fangoso, una pigna rosicchiata, un ciuffo di penne strappate, un nido vuoto tra i rami spogli, o anche una piccola alterazione nell’aspetto di una foglia che ci rivela qualcosa della vita segreta degli insetti.


Questi segni sono indizi preziosi, che possono aiutarci a ripopolare quegli scenari apparentemente spogli, rivelando i movimenti, le attività quotidiane, i conflitti

e a volte anche le inevitabili tragedie che hanno coinvolto gli abitanti di quel luogo.

Per trovarli e riconoscerli, come per ogni buon investigatore, avremo bisogno di molta attenzione, pazienza, capacità di osservazione.

E di una minima attrezzatura, che verrà utile se, come capita, non riusciremo a identificare un segno già sul campo. Taccuino e matita per le annotazioni;

un righello (potrà bastare un decimetro) per prendere le misure; una macchina fotografica, o il telefono cellulare, per fissare l’immagine; guanti (quelli trasparenti

in polietilene) nell’eventualità di manipolare alcuni reperti e qualche contenitore se volessimo raccoglierli (per esempio gusci di nocciole, pigne, penne, gusci d’uovo…). Ora siamo pronti a iniziare. In questo libro vedremo dunque dove cercare, che cosa guardare, come interpretare ciò che vediamo.








18 views0 comments

Recent Posts

See All